Nei miei silenzi

“e ogni giorno mi √® pi√Ļ chiaro che quelle rughe sono solo i tentativi che non ho mai fatto…”

Luciano Ligabue 

Non c’√® mai solo il silenzio nei miei silenzi.

A volte ci sono le domande a cui non ho ancora trovato risposta e, chissà, magari il problema non è la risposta che non trovo, ma é proprio la domanda ad esser quella sbagliata.

A volte c’√® la malinconia. 

Ci sono gli occhi lucidi e i groppi in gola. 

Ci sono i sogni che ho paura di fare ad occhi aperti.

Ci sono le parole che avrei voluto dire, ma che non sono mai riuscite ad uscire e allora son rimaste l√¨, imprigionate e inermi. 

Parole senza voce.

Ci sono “i tentativi che non ho mai fatto”.

C’√® anche la luce, a volte, nei miei silenzi, c’√® quella felicit√† fatta di piccole cose che √© forse l’unica ancora possibile. La stessa felicit√† mista a stupore dei bambini di fronte alle bolle di sapone.

Ci sei ancora tu, a volte, nei miei silenzi, e quella domanda sempre uguale, sempre puntuale, su un silenzio assordante e invalicabile che, tra noi, é forse destinato a rimanere tale.

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L’attimo

  

E ci siamo mischiati la pelle le anime le ossa ed appena finito ognuno ha ripreso le sue…

Luciano Ligabue

Dimenticarsi completamente di chi un giorno eravamo e di chi forse un dì saremo,

Non importa se hai una laurea o due o tre o se sei completamente scemo,

Nell’incanto dei sensi non conta chi sei, ma solo se ci sei e quanto ci sei.

Intrappolare quell’attimo in cui l’io diventa noi, per renderlo eterno, √© il sogno impossibile di tutti,

Ché poi, spesso, finita la magia, si torna nella propria pelle a fare i conti con la propria solitudine.

Insieme

Ed abbiamo capito per bene il termine insieme…
Luciano Ligabue

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In ogni caso ci siamo salvate.
Dalla noia,
Dai rancori,
Dalle grinfie dei dottori.
Dalle feste in cui circolava troppo alcool,
Da quelle in cui non ne circolava affatto.
Dai tipi che ci volevano usare,
Da quelli che, nostro malgrado, l’hanno fatto.
Dal crescere troppo in fretta,
Dal maturare troppo tardi.
Dalle sveglie mattutine,
Dagli imprevisti,
Dai ritardi.
Dai lavori stressanti,
Dallo stress del non lavorare.

Dai lutti non previsti,
Dalle perdite premature.
Dalle diagnosi inaspettate,
Da quelle preannunciate.
Dai battiti accelerati,
Dalle corse al pronto soccorso,
Dai giri degli ospedali manco
Fossero le 7 chiese.
In ogni caso ci siamo salvate
E solo perché eravamo insieme.

√Č forse amore?

√Č forse amore?

Quella roba che rimbalza

Sulle corde del mio cuore

E che le fa suonare

Come se a farlo

Fosse un soffio di vento,

Mentre si aggroviglia lo stomaco

In intricati sentieri che solo tu puoi

Percorrere fino in fondo,

Fino alla fine

Del mio essere,

L√† dove io non sono pi√Ļ,

Là dove tu,

Da eco lontana,

Squarci il mio Io

In mille pezzi di Noi.

 

Is this love that I’m feeling

Is this the love that I’ve been searching for

Apri gli occhi

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Ti resto a guardare per minuti che sembrano ore, alle prime luci del mattino, con i raggi che filtrano tra gli spazi di serrande troppo chiuse per il giorno che vuole cominciare.

Sei sereno. Tutta la frenesia e l’ansia di vivere che si sveglieranno presto con te, sembrano ora sopite, con te.

Osservo il profilo che amo tanto, la barba che hai lasciato un pò incolta per me, le labbra piegate in un sorriso appena accennato, il respiro lento e regolare.

Mi avvicino, come quando mi dici “Vieni qui”, trovo quello spazio tra la tua spalla e il tuo collo che sembra fatto su misura per me e ci incastro, piano, il mio viso, riuscendo miracolosamente a non svegliarti.

Ti respiro e mi chiedo come ho fatto a vivere senza il tuo profumo in questi anni. La differenza tra vita e sopravvivenza diventa lapalissiana e mi scuote di soprassalto. Il mio corpo ha un sussulto e balza in avanti, violentemente, il cuore batte all’impazzata, il mio respiro √® corto e mi accorgo all’improvviso che c’√® qualcosa che non va.

Mi guardo intorno: un istante fa, ero lì accanto a te ad aspettare che tu aprissi gli occhi e solo ora capisco che, invece, sono io ad averli appena riaperti.

Imagine me and you РParte prima 

 Mr. Vain: “√ą sempre un piacere, rivederti (Cognome di Presa Blu)! Ci prendiamo un caff√®?”  Presa Blu: ” S√¨, grazie, prendo un caff√® e anche 10 minuti del tuo tempo, se puoi concedermeli…” Mr. Vain: ” Che succede? Tuo padre … Continua a leggere

Le parole ritrovate

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Mr. Vain: “Non bisogna vergognarsi di nulla… Le cazzate si fanno, certo… Ma attraverso le cazzate e gli errori si arriva ad ottenere quello che si vuole…”
 
P.B. “Io lo so cosa voglio e anche tu lo sai..lo so da circa sette anni cosa voglio, ma allo stesso tempo so che non posso averlo”.
Questo è quello che avrei voluto risponderti.
E nella mia testa al posto del silenzio, seguito al mio insensato sbotto di rabbia e al vittimismo dopo il tuo “Pensa solo a stare calma… Nei limiti del possibile…”…beh, dicevo, nella mia testa la conversazione ¬†√® continuata.
√ą continuata con te che cadi dalle nuvole e mi domandi “E cosa vuoi sentiamo?” e con me che d√≤ libero sfogo a tutto quello che porto dentro da un pezzo.
Ed √® stato come liberare delle belve feroci, da anni ed anni costrette in cattivit√†. Come aprire le celle del carcere ¬†pi√Ļ malfamato…”Forza ragazzi tutti fuori..ora √® finita..nel bene o nel male, √® finita!”.
E cos√¨ ho cominciato a dirti tutte le parole che non ti ho detto in tutti questi anni. Le parole trattenute, quelle sussurrate quando ero certa che dormissi, quelle dette fra i denti qualche volta che stavamo discutendo e non mi sentivi perch√© la tua voce sovrastava la mia, le parole codarde che si nascondevano dietro un “Nulla” in risposta al tuo “Cosa hai detto?”
Parole frustrate, fatte a pezzi da anni di incomprensioni e di amore silenzioso, di amore non detto, di amore vissuto col freno a mano, con il cuore sul “chival√†”, sempre pronto a far fare il cambio della guardia a sentinelle troppo scrupolose. Sentinelle che di rado, fin troppo di rado, schiacciavano un pisolino per farti dare una sbirciatina..ma solo un p√≤..soltanto un p√≤: quel poco che di certo non bastava a farti capire che al centro del mio cuore c’eri tu…e che forse…c’eri sempre stato..TU.

Breathless

Non respiro. Questo caldo secca la gola. Prosciuga ogni energia. Soffoca i sogni.

Non respiro. C’√® un’afa qui che smorza ogni movimento, ogni slancio, ogni minima¬†iniziativa.

Non respiro e continuo a dare la colpa al caldo torrido di un’estate, cominciata strana, che ancora non so dove mi porter√†.

Eppure ricordo un’altra estate afosa, cominciata strana. Noi due abbracciati stretti stretti sulla scomoda sedia di plastica bianca del¬†mio terrazzo, con me che ti chiedevo di stringermi pi√Ļ forte, di stringermi ancora.

E penso che accanto a te posso benissimo vivere senza respirare. Sei tu il mio ossigeno e se non respiro non è per via del caldo, ma per la tua assenza.

Ovunque tu

E ricordo che mi emozionavo fino a svenire. Eri capace di farmi perdere i sensi per il desiderio. Il desiderio di perdermi completamente e di non sapere pi√Ļ chi fossi per diventare insieme a te altro. Perdere me dentro te per diventare finalmente ¬†NOI. A volte perdere se stessi √® l’unico modo per ritrovarsi veramente.

Dentro uno sguardo, un sorriso un’emozione perdersi per ritrovarsi ancora. Il tuo corpo era per me paradiso inesplorato ed eri in grado tu solo di portarmi veramente altrove.
Altrove. Ma ovunque con te.