Domani

  

“Stasera, per il nostro progetto, per la nostra società è stata una serata molto importante. Una serata molto, molto importante. Ma non era completa. Non era neanche lontanamente avvicinabile a una qualsiasi possibile completezza. Perché non potevo condividerla con te. Non sentivo la tua voce e non potevo ridere insieme a te. Mi manca mia… Mi manca mia moglie. Viviamo in un mondo cinico. Un mondo, cinico.”

Domani vado a prendere Pepper Potts. 

E vorrei tanto passare sotto casa tua per fartela vedere come hai fatto tu quando sei andato a prendere Spartina. 

La tua assenza nei momenti più belli e in quelli più brutti si fa sentire ancora di più. 

Ti ho sentito triste qualche giorno fa. Mi hai ricordato che nei tuoi cassetti ci tieni i calzini e non i sogni. Per cercare di farti ridere ti ho detto che é vero perché é nell’armadio che tieni gli scheletri. Mi hai risposto che con gli scheletri ci hai fatto il brodo a Natale. “Che risposta macabra, Mr. Vain (Cognome!)” – “Sono le feste ad esser macabre, Presa Blu! (Cognome)”. Poi sei stato affettuoso, ma ti ho sentito triste. Odio sentirti triste. 

E se non avessi questa fottutissima paura di ricominciare a guidare dopo tutti questi anni, domani verrei da te a presentarti Pepper Pots. Già so che la “smonteresti”, così, per partito preso, tanto per non darmela vinta. 

Mi manca Spartina, sai, il tuo modo di guidarla un pò meno. Ogni volta perdevo cent’anni di vita, ma era bello. E ora che ho Pepper potrei ricambiare.

Ok, vado a dormire, domani é un gran giorno! 

‘Notte Mr. Vain, vedi di far spazio in quei cassetti!

😘

Ti mando un bacio, amore mio,

Su consiglio del mio amico pakistano, che faccio così tanta fatica ad ascoltare.

I pregiudizi toccano anche chi crede di non averne. 

Forse anche di più, perché a volte aggravati dall’inconsapevolezza. 

Volevo solo imparare l’inglese ed invece ho incontrato un pakistano che non parla mica bene l’italiano, “ma che si fa capire bene quando vuole”.

Lui ha preso a cuore la nostra storia o forse vuole solo provarci usando vie alternative. 

La diffidenza va a braccetto con i pregiudizi, amore mio.

E negli anni la mia diffidenza e i miei pregiudizi son diventati così intimi da scambiarsi i numeri. Fanno lunghe conversazioni spalleggiandosi e dandosi ragione. E io sono lì che li guardo crescere. A volte inerme.

E chissà se tu te la ricordi quella ragazza che si arrabbiava da morire per le tue convinzioni politiche. Io comincio a dimenticarla. Ogni tanto la vedo col suo idealismo poco utile arrabbiarsi ancora di fronte all’ennesima generalizzazione, alle chiusure mentali, agli egoismi stretti stretti di questa stretta umanità. 

Eppure a volte la vedo guardarsi intorno piena di paure, verso l’altro, verso gli altri, verso chi è diverso da lei. Verso tutti. 

Chissà se tu te la ricordi quella ragazza lì. La pariolina difettosa, come la chiamavi tu.

Ti mando un bacio, amore mio e non mi aspetto che tu risponda. Non rimarrò delusa se non lo farai. 

Queste lacrime blu sono solo stanchezza. Passerà.