Reblog: “La cosa più ovvia del mondo” by Pinocchiononcepiu

Lui rispondeva con la musica, che le parole non sono mai così precise. Le parole sono solo specchi che rimandano la tua immagine. La musica ti fa vedere chi sei.

Ma come Presa, direte voi, non scrivi da una vita sul Blog e ora te la vorresti cavare con un Reblog? 

Non é un reblog qualsiasi, amici miei, questo é un biglietto da visita. 

É la migliore presentazione che io possa farvi di Pinocchiononcepiu, di un blog che davvero ne vale la pena. 

In questo post ho trovato le parole che forse cercavo da una vita per spiegare cos’è per me la musica e che di certo non avrei mai trovato perché le “parole non sono mai così precise”, ma se c’è uno che sa trovarle quello é Pinocchiononcepiu.

Vabbé non mi dilungo oltre. Leggetelo e capirete da soli perché non potevo non condividerlo. Piuttosto che piantarvela lì con un mio post malinconico (che é la parola più ricorrente nei commenti sotto i miei post quindi me ne sono fatta una ragione!) ho preferito presentare a chi ancora non lo conoscesse uno dei miei blogger preferiti. Ci sono una decina di Tag e Awards a cui non ho risposto e spero tanto che mi perdonerete, ma se lo spirito di questi Wordpremi é davvero quello di diffondere e condividere ciò che più ci piace di WordPress, ecco, a mio modo l’ho fatto. 

Buona lettura! 😘

Rimasero in silenzio, Caterina e il maestro Giuliani, senza dire una parola, per un tempo difficile da quantificare, incuranti della gente che li sfiorava, quasi oltrepassandoli, come se fossero due entità rarefatte, come certi sogni di cui puoi fare a meno. Piero Giuliani fissava un punto oltre i vetri della porta d’ingresso, oltre la strada, […]

http://pinocchiononcepiu.com/2016/05/29/la-cosa-piu-ovvia-del-mondo/

Il posto magico

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Era Agosto inoltrato e avevo preso l’abitudine di andare a riflettere, ma forse sarebbe più onesto dire a piangere nella macchina di mio padre, parcheggiata sotto casa.
Mi sembrava un posto magico. Era quasi come star seduta in riva al fosso di Ligabue o  in un angolo dell’Isola che non c’è di Bennato.
Il tempo e lo spazio si fermavano e tutte le emozioni, la rabbia, il pianto, la sofferenza ..diventavano… come ovattate..per lasciare infine il posto a qualcosa che assomigliava alla pace o per lo meno a un sonno sereno, quello che ormai da tempo mancava alle mie notti.
Ero sola con la musica, sola con me stessa, sola con Dio. Parlavo con Lui, ma parlavo anche con te, certa che almeno uno dei due ascoltasse. Ogni tanto sentivo rallentare una macchina..Una smart bianca.. E speravo fossi tu.. Venuto finalmente a salvarmi in sella al tuo moderno cavallo bianco. Ma non eri mai tu.
Sai, non te l’ho mai raccontato ma su questa cosa fantasticavo già nove anni fa, quando stavamo insieme. E ancor di più quando ci siamo lasciati.
Speravo sempre che una sera tornata stanca dall’uni ti avrei trovato sotto casa ad alzar spallucce come a dire “non potevo vivere senza di te.. E così eccomi qua!” come avrò visto succedere in centinaia di film d’amore.
Maledetti! Lo diciamo sempre che é colpa loro…sono i dannatissimi film romantici e non gli uomini a rovinarci la vita!!! Stessa cosa vale per le favole.. Basti pensare a “quella gran culo di Cenerentola”…tanto per fare una citazione del più colpevole tra i suddetti film!
Insomma lo so che ti ho sempre detto il contrario che io non sono quel tipo di donna, che sono per la concretezza, per i fatti, per i piccoli gesti possibili…BALLE!In fondo sono esattamente come tutte le altre…voglio la favola, accidenti!