L’essenziale


“Gli occhi fanno quel che possono, niente meno e niente pi√Ļ, tutto quello che non vedono √© perch√© non vuoi vederlo tu”¬†

Benvenuto, accomodati.

Su quell’appendiabiti puoi posare la tua maschera.

L’orgoglio e la vergogna, invece, lasciali pure l√¨, su quella sedia blu.

Ehi, ti ho visto sai, c’√® ancora un po’ di paura sul tuo cuore, ma te l’ho detto, non ci serve. Puoi buttarla via in quel cestino l√¨ a fianco.

Bravo, ora vieni davanti a me, ma non scordare i tuoi occhi.

Gli occhi, i tuoi nei miei e i miei nei tuoi, sono la sola cosa che ci occorra. Te l’avevo detto, ma tu non ci credevi.

L’essenziale √© invisibile agli occhi, solo perch√© i nostri occhi son sempre coperti.

Ed ora che lo vedi anche tu, l’essenziale, dimmi, davvero vuoi rinunciarci?

The other love of my life.

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Era la mia Campanellino, leggera e dolce come una fatina del bosco.

E così era il suo sorriso. Denti bianchi da latte che brillano su una bocca fatta di fragole.

E per anni è stata così.
Come in quella foto col pigiamino rosa, il caschetto e l’orsacchiotto azzurro, che sembrava un dolcetto di quelli buoni, ma talmente belli che non lo si pu√≤ mangiare.
E per anni e anni è stata così. La dolcezza indescrivibile di chi si chiama Fiorellino sulla rubrica di papà.
Per anni è stata la pace nei litigi. Datevi un bacino. Abbracciatevi. Non così, però, sul serio.
Per anni e anni la mia luce, il mio arcobaleno, il sole che scioglie i ghiacciai.
Lei è ancora così, anche se quello che ci è successo, la avrebbe potuta cambiare.
E lei pensa di esser cambiata, ma la verità è che nonostante i dolori, gli orrori, le malattie, le paure che nessuno sa, quella bambina è ancora lì, sotto tutta quella robbaccia, lei è ancora lì, intatta.
E so che niente e nessuno la può cambiare.
E di questo, bhe, almeno di questo c’√® da ringraziare.

Il Peso della Valigia – Luciano Ligabue

TU SEI

La dedica che avresti voluto…La canzone che avrei voluto scriverti…

OTTO OHM -TU SEI

é già mattino le stelle vanno via
e com’√® triste il ritorno¬†sento che gi√† mi mancherai
sul mio cuscino lascerò addosso il tuo odore
per non dimenticare mai momenti da mille parole
vorrei essere il tuo pensiero pi√Ļ ricorrente tra tanta gente
riuscire a sentirmi pi√Ļ vicino a te

ma sono impaziente
stringerti √® l’unica cosa che possa colmare l’istante
resto sospeso in attesa che arrivi tu

Tu sei le cose tra quelle cose
che mi appartengono da sempre eppure resteranno sempre nuove storie
tra quelle cose che io non ho mai chiesto a nessuno
e invece tu me le hai volute proprio regalare
senza parlare a lume basso si riflettono due ombre che si abbracciano
tra tutte quelle cose già assorbite
a cui ormai non riesco a rinunciare e le ho metabolizzate in fondo al mio destino
Piccole solitudini che si assomigliano
si fondono in questo spazio che sembra lunico
disposto a fare finta di non guardare
di non guardare l’abbraccio che soltanto io ti posso dare
cerco tra tante l’intensit√† del tuo sguardo che accende in me mille parole
non basterebbero a descriverti
per me tu sei un lampo che ti attraversa di cui non sentirai dolore
è quasi dolce come prenderti
Tu sei le cose tra quelle cose
che mi appartengono da sempre eppure resteranno sempre nuove storie
tra quelle cose che io non ho mai chiesto a nessuno
e invece tu me le hai volute proprio regalare

senza parlare a lume basso si riflettono due ombre che si abbracciano
tra tutte quelle cose già assorbite
a cui ormai non riesco a rinunciare e le ho metabolizzate in fondo al mio destino

tra quelle cose che rispecchiano i miei desideri
e allora vanno realizzati si tu sei tra quelle cose
il mio passato, il mio presente
sembra che ti abbia conosciuta chissà quando

tu sei quelle cose che a pensarci ti viene un po da ridere
tu sei quelle cose…
tu sei quelle cose…

Maledetto tempismo

C’√® sempre stato un terzo incomodo tra noi due. E non si √® mai trattato di un’altra donna o di un altro uomo. Beh ci sono stati anche quelli, inutile negarlo, ma non hanno mai contato veramente. Almeno per me.E a dire il vero nemmeno a detta tua..”Sbandamenti” alla De Sica li hai definiti una volta..beh non so se √® vero, quello che so per certo √® che se c’√® stato un terzo incomodo tra noi, beh questo si chiama TEMPISMO.

Siamo i tipici personaggi da film che non sanno di essere nello stesso posto nel medesimo istante, magari schiena contro schiena, con solo un muro o un vetro e una manciata di centimetri a separarli. Vicini, ma lontano dagli occhi, seppur non dal cuore.E cos√¨ mi ritrovo nei tuoi posti abituali quando tu ti trovi nei miei e viceversa…e cos√¨ le chiamate perse, i messaggi non arrivati e soprattutto i momenti sbagliati. Siamo sempre le persone giuste al momento sbagliato.

E’ per questo che quando ho visto Dieci Inverni ho subito pensato a noi. E stasera ho anche ritrovato una frase che mi d√† speranza. La dedico a noi e a tutti quelli come noi, quei personaggi da film, i Silvestro e Camilla che esistono anche nella realt√†, a tutti gli amori mancati, persi per un soffio di vento, una sliding door, un dannatissimo secondo di tempo.

Mi piace pensare che, per una volta almeno, sia il tempo ad attendere noi e non il contrario“. Massimo Bisotti