Sticazzi

  
Sticazzi del tempo che passa e quando lo fa non √® mai gentile, lo sarebbe se si fermasse, invece, ogni tanto, come un amico a chieder “come stai? Va bene questo passo o devo rallentare e darti un p√≤ di vantaggio?”

Sticazzi di questa vita che é poco generosa con alcuni, che a volte ti dà solo se riesci a prendere e se non riesci ti taglia fuori. Ti saluta, perché come il tempo, anche lei non si ferma mai. Implacabile ed impietosa, continua la sua corsa, anche quando tu hai perso la tua direzione. La vita non ti aspetta. La vita va.

Sticazzi dei pensieri neri, che a volte non ti lasciano in pace, perch√© al negozio della positivit√† la polverina magica di Pollon l’avevano finita e allora sei uscita dal negozio a fianco con sacchi pieni di cinismo.

Sticazzi di questo blog, che ha un nome che non lo rispecchia pi√Ļ, perch√© se un Mr. Vain non c’√® pi√Ļ nella mia vita, non vedo perch√© dovrebbe trovar posto in un blog dove probabilmente non fotte una beata minchia a nessuno.

Sticazzi di questo sfogo, perch√© ogni tanto ci sta, perch√© vomitare parole √© a volte pi√Ļ semplice e pi√Ļ sincero di vomitare unicorni che vomitano arcobaleni. E allora sticazzi di questo sfogo e sticazzi di me che stasera il monologo di Edward Norton nella Venticinquesima ora mi fa un baffo, ma come direbbe mio cugino “se te li facesse tutti e due sarebbe meglio!”.

Quote Challenge – The Last One

  

“Giovani di belle speranze” (e gi√† questa -voi non lo sapete- ma √® un citazione a me molto cara), innanzitutto mi scuso per l’assenza (ma tanto ormai sarete abituati alle mie sparizioni-riapparizioni che David Copperfield mi fa un baffo – “e se te li facera tutti e duie…” cit. my cousin).

Sono parecchio incasinata in questo periodo e non so quanto tempo riuscir√≤ a dedicare al blog (e se riuscir√≤ a farlo, soprattutto). Non so nemmeno se l’idea di chiuderlo, che mi frulla in testa gi√† da un p√≤, avr√† la meglio, ma, nel frattempo, ci tenevo a portare a termine questo travagliato (ma altro che travaglio, forse pi√Ļ un’intera gravidanza) Quote Challenge e ad augurarvi buone vacanze, buon ferragosto e buon tutto!

Questo terzo giorno di Quote Challenge sar√† dedicato alle citazioni cinematografiche, ma se qualche insano di mente avesse voglia di leggere le scorse “puntate” o dare una ripassatina alle regole per cimentarsi pu√≤ trovarle qui…e qui! Voglio ringraziare nuovamente pensierisparsidiunapsicopatica  per avermi nominata (e pensata!).

Ed ora passiamo alle citazioni:

  1. Che cosa √® nata prima: la musica o la sofferenza? Ai bambini si tolgono le armi giocattolo, non gli si fanno vedere certi film per paura che possano sviluppare la cultura della violenza, per√≤ nessuno evita che ascoltino centinaia, anzi, dovrei dire migliaia di canzoni che parlano di abbandoni, di gelosie, di tradimenti, di penose tragedie del cuore. Io ascoltavo la pop music perch√© ero un infelice. O ero infelice perch√© ascoltavo la pop music?  (Rob Gordon – da  Alta Fedelt√†)

  2. “La maschera non √® per te, √® per proteggere le persone che ami…”                               (Batman – da Il cavaliere oscuro – Il ritorno)

  3. “Credo che non √® giusto giudicare la vita degli altri, perch√© comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri.”                                                            

     (Ivan Benassi detto Freccia – da Radiofreccia)

Al solito, nomino 3 bloggher che non sono assolutamente tenuti a continuare il tag, se non vogliono e la nomination serve, soprattutto, a farvi venire la curiosità di conoscerli (se non li conoscete già, ovviamente!).

  1. https://mostoselvatico.wordpress.com/
  2. https://aeribellato.wordpress.com/
  3. https://bugiesumiopadre.wordpress.com/

Buon Ferragosto e Buon proseguimento dell’estate :******

Anniversari e volgarità

Strano rileggere cosa scrivevo esattamente un anno fa e capire come tutto sia cambiato…quanto io sia cambiata…

Un anno fa sarei stata d’accordo con quelle che dicono che cercano qualcuno che gli faccia perdere la testa, oggi risponderei che una volta tanto vorrei trovarne uno che me la ritrova!

E vabb√©, si cresce…o si invecchia?

Fatto sta che √© passato pi√Ļ di un anno di blog ed essendo sparito pure Mr. Vain non so se far sparire almeno anche il titolo (uaresovain= you’re so vain)…e allora, scusate la volgarit√©, ma come direbbe il mitico Salvatore Conte…

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Vi regalo una fiaba strana

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Non pensavo che l’avrei mai condivisa. Questa fiaba, Vi avverto, non √® niente di ch√©.

L’avvertenza √® d’obbligo, perch√® mi rendo conto che in questi giorni di festa il tempo √® pi√Ļ prezioso e bisogna scegliere accuratamente come usarlo.

Allora, Ve lo ripeto, e non per finta modestia, questa fiaba è lunghetta e non è niente di ché. Eppure per me è importante, come lo è la scelta di condividerla qui.

Questa fiaba l’ho scritta quattro anni fa, in risposta ad una storia molto bella che parla di un Cavaliere senza macchia e tante paure, che non posso per ovvi motivi riportarvi qui, perch√® la propriet√† intellettuale √® di un certo Mr. Vain di cui qualche martire tra Voi, che √® solito leggere le mie digressioni sconnesse, avr√† gi√† sentito parlare.

La fiaba che ho scritto io, √® decisamente meno bella, ma l’ho scritta in un periodo in cui io e Mr. Vain non ci sentivamo da un bel p√≤, per spiegargli alcune cose nell’unico modo in cui riuscivo a farlo, cos√¨ come aveva fatto Lui, inviandomi la sua storia. Inutile dirVi quanto io ci sia affezionata. Ed √® questo l’unico motivo per cui ho deciso di condividerla con Voi, perch√® in questo periodo di feste e bilanci questo Blog √® sicuramente da mettere nella colonna delle Cose da salvare di questo 2015 cos√¨ cos√¨, che sta per volgere al suo termine.

Questo Blog mi ha dato tanto, sicuramente pi√Ļ come lettrice che come blogger, ma le Vostre parole, i Vostri commenti sono stati altrettanto d’aiuto in questi mesi, di quanto lo sono stati i Vostri post, per me continue scoperte. E allora questa fiaba strana, un p√≤ triste e un p√≤ bruttarella, che mi fa anche un p√≤ vergognare e che pensavo non avrei fatto mai leggere a nessuno (a parte mia sorella e Mr. Vain) io Ve la voglio regalare. In questa Vigilia della Vigilia, per dirvi GRAZIE, di cuore, con un piccolo pezzo di me.

C’era una volta -e forse c’√® ancora- una principessa rinchiusa in una torre. Ad ogni modo, non era certo quella la prima volta che la principessa si trovava l√¨. La torre era un luogo spaventoso infestato da fantasmi, draghi e orribili bestie notturne, ma la giovane donna, discendente da una stirpe forte e valorosa, non si arrendeva mai e lottava strenuamente e a lungo contro ognuno di essi. I giorni -e soprattutto le notti- si susseguivano inesorabilmente in preda a battaglie sempre pi√Ļ ardue che sembravano non giungere mai al termine.

Accadeva per√≤, seppur di rado, che la principessa riuscisse a godersi una giornata di tregua, in cui il sole riusciva a filtrare dalla piccola finestra della torre e a beneficiarla della sua calda e ristoratrice presenza. Erano quelli i giorni in cui si perdeva con lo sguardo negli splendidi scenari che si offrivano alla sua vista persino da lass√Ļ, da quell’odiato, triste e lugubre luogo. Erano le notti in cui la principessa sognava di tornare alla sua vita di sempre, al suo castello, dove c’erano sempre i suoi cari ad aspettarla. Oppure sognava di posti lontani e immaginava le fantastiche avventure e i meravigliosi viaggi che avrebbe potuto e voluto vivere in futuro. Ricordava tutti i giorni felici che aveva trascorso fino ad allora e fantasticava su quelli che dovevano ancora arrivare. E poi, nonostante fosse sempre stata schiva e diffidente sull’argomento, sperava un giorno di incontrare il suo principe. I giovani che aveva incontrato fino ad allora non si erano mai dimostrati all’altezza: alcuni li aveva scartati a priori, a qualcuno, invece, aveva aperto il suo cuore e raccontato la sua storia. Dopo cento promesse, forse oneste, ma pretenziose, i pochi che ne erano venuti a conoscenza se l’erano data a gambe levate o qualche volta la stessa Principessa, spaventata e stufa della solita e inevitabile reazione aveva deciso di scappare lei per prima, precedendola. Ci√≤ nonostante, a volte, e suo malgrado, si abbandonava a fantasie sulla sua anima gemella, sentiva in cuor suo che doveva pur esserci da qualche parte, si domandava come mai non l’avesse ancora incontrata e soprattutto si chiedeva persino con una punta di sciocco risentimento, come mai impiegasse tutto questo tempo per venirla a salvare. Ma i giorni passavano e stanca di attendere invano, trovava dentro di s√® una forza inaspettata che le consentiva di debellare tutti i suoi acerrimi nemici. Era solo in quel momento che finalmente riusciva a scappare dalla torre.

Ad onor del vero le cose non andavano esattamente cos√¨, ma accadeva qualcosa di cui la fanciulla non riusciva in nessun modo a capacitarsi: quando le orribili creature che abitavano la torre smettevano di tormentarla, si avvicinava tremante alla porta della cella e si trovava ancora una volta di fronte alla solita sconcertante scoperta: la porta era sempre stata aperta. Ad ogni modo fuggiva via e pian piano, scalino dopo scalino, assaporava nuovamente la libert√† e dopo giorni e giorni di estenuanti ricerche riusciva infine a far ritorno al suo amato castello. Ma la principessa gi√† sapeva (e soprattutto temeva) che il suo ritorno non fosse un “per sempre” e cos√¨ ogni due, tre, quand’era fortunata persino quattro stagioni, si ritrovava nuovamente l√¨, rinchiusa nella stessa orribile cella posta in cima alla stessa maledetta torre. La sua speranza (ormai anche consapevolezza) che la porta fosse aperta non le dava il coraggio necessario per provare a scappare ancor prima che arrivassero i mostri. Era pi√Ļ forte e alla fine vinceva il timore infondato di scoprire che la cella non fosse pi√Ļ aperta come la volta precedente e che un giorno sarebbe rimasta imprigionata l√¨ per sempre. Quest’idea la terrorizzava forse ancor pi√Ļ di tutte le orribili creature che la tormentavano incessantemente.

Per anni ed anni aveva creduto di essere vittima del crudele incantesimo di una strega malvagia e questa sua convinzione era avvalorata dal solito seppur sfumato ricordo: era sempre stata una donna oscura e incappucciata ad averla condotta fin lass√Ļ, tuttavia la principessa stordita, confusa, forse persino immobilizzata, non era mai riuscita a guardarla in volto. Ne ricordava perfettamente gli abiti, le movenze, la postura e anche la sua voce che le sembrava stranamente¬†familiare…finch√© un giorno, riuscita ancora una volta a scappare dalla torre, ebbe la sua rivelazione e fu forse allora che ebbe inizio il suo vero tormento, la pi√Ļ crudele delle maledizioni.

La fanciulla stava correndo nel bosco col cuore in gola, col solo intento di allontanarsi il pi√Ļ possibile dalla torre, quando all’improvviso vide un ruscello, si ferm√≤ e si avvicin√≤ per bere e rinfrescarsi. L’immagine che vide riflessa nell’acqua le tolse il respiro e la spavent√≤ a morte.

Vide il suo stesso volto e il suo stesso corpo ricoperti dagli abiti e da quel cappuccio che indossava la misteriosa donna malefica. Improvvisamente ogni cosa divenne chiara e nessuna verit√† poteva essere pi√Ļ atroce, nessuna spiegazione poteva essere altrettanto funesta e fatale. Non esisteva nessuna strega maligna che l’aveva rinchiusa, nessuna magia nera o incantesimo da poter spezzare. Solo una principessa che si rinchiudeva da sola in una torre dalla quale avrebbe potuto uscire in qualsiasi momento, se solo ne avesse avuto il coraggio.

Questa fiaba, ammesso che di fiaba si tratti, non ha un lieto fine, non c’√© nessun drago da uccidere e nessun principe dalla sfavillante armatura. Solo una principessa con i vestiti logori e l’anima trafitta a seguito di cento battaglie, che ancora non si d√† per vinta perch√© ora sa che il lieto fine, se mai ci sar√†, l’avr√† costruito, giorno dopo giorno e con le sole sue forze, solo lei, proprio lei e persino lei: la principessa che era anche una strega.

POST-FAZIONE:
Si tramanda che nella torre della principessa vennero ritrovati dei post-it che ella scrisse nei giorni pi√Ļ neri della sua prigionia..eccone 4…

POST-IT PER DIO
Aiuta questi cuori stanchi, guarisci le anime inquiete.
C’√® un mondo che fa festa per i morti e sputa sulle lacrime dei vivi.
Fai ballare chi non ha gambe per poterlo fare.
Fai sognare chi da tempo ha solo gli incubi pi√Ļ neri.
Qual’√® la legge? Sempre se c’√® dimmi qual’ √®.
Scusa il cinismo ma ho finito l’amore e non ho idea di dove sia il distributore.
Qui sono nata, ma sono in terra straniera.

POST-IT PER ME STESSA
Quando avrai i pugni chiusi, lo sguardo di fuoco e uno stomaco senza pietà.
Quando avrai parole assassine e silenzi innalzati come muri invalicabili.
Quando avrai messo la madre e il padre all’angolo e l’amore a puttane.
Quando avrai deciso di spegnere anche l’ultima stella.
Quando piangerai senza neanche sapere di farlo
Lacrime che scorrono sul viso a piangerti morta
come le madri di un figlio che non √® pi√Ļ tornato dalla guerra
Ricordati che gli errori pi√Ļ grandi non sono stati i baci non dati, le lauree non prese, gli amici non richiamati.
L’errore pi√Ļ grande √® stato smettere di credere che Qualcuno ti guarda, ti ascolta, ti perdona e ti ama cos√¨ come sei. Perfino ora.

POST-IT PER CHI C’√ą SEMPRE STATA
Non a caso sar√† l’unico non incazzato.
Non a caso sarà il solo a scavare milioni di piccole crepe su un cuore di pietra.
Non a caso farà ricordare arcobaleni e sorrisi e occhi che brillano ancora.
Non a caso farà sospirare e respirare aria buona.
Non a caso far√† tornare il pensiero leggero in quel posto dove l’amore ti viene a cercare.
Non a caso mi riporterà da te
con in mano un raggio di sole
a chiederti di dar fuoco insieme a tante inutili parole
perché Dio ha già fatto quel miracolo che aspetto
quando ha deciso di regalare te alla mia vita.

POST-IT PER CHI DEVE ANCORA ARRIVARE
Stop. Non entrare. Avvicinati, stringimi, amami, ma rimani lì, sulla porta.

FMTECH Award Very Nice Blog – Siate clementi

FMtechAVNB

Sono su¬†Wordpress da poco pi√Ļ di un mese, questo √® il primo blog che apro in assoluto e questa √® la prima nomination che ricevo (e probabilmente dopo le mie sottostanti dichiarazioni, sar√† anche l’ultima!).

Non amo ¬†particolarmente nomination, tag, awards e compagnia bella (e soprattutto alcuni, perdonatemi, mi ricordano le tanto odiate catene di Sant’Antonio che si mandavano una volta per email). Eppure¬†vi confesso che di questa nomination sono stata strafelice. E dovesse anche essere la prima e l’ultima a cui partecipo lo faccio davvero con grande piacere. Fondamentalmente per due ragioni.

La prima ragione √® legata allo scopo principale¬†di questo Award che √® quello di segnalare¬†i blog che ci hanno maggiormente colpito, emozionato e interessato per diffonderli e farli conoscere. ¬†Da lettrice (nonch√® blogger??!!) in erba su wordpress, questo mi ha dato modo di scoprire subito tanti blog degni di nota. ¬†Alcuni li sto ancora scoprendo. Ringrazio, pertanto Marco Frasson del blog¬†FMTECH¬† che √® l’ideatore di questa splendida¬†iniziativa.

Il secondo motivo (last but not least)¬†√® che ad inserirmi nel suo elenco dei trenta blogger meritevoli di essere seguiti √® stato Piero¬†di¬†Fotogrammi e Pentagrammi¬†(che non a caso ha ricevuto tre nomination per questo Award, ma “sapevatelo!” ne meritava anche di pi√Ļ). Ricevere la nomination da lui √® stato un doppio¬†onore e¬†questo mi d√†, inoltre, modo di ringraziarlo ancora una volta. Senza il suo aiuto¬†starei ancora vagando su WP in cerca di notizie sulla maledettissima Cookie Law e sul come e perch√® questa abbia¬†seminato il panico in diversi blogger di questa piattaforma. Oltre ad essere un’impagabile guida, Piero √® un blogger che sto imparando ad apprezzare ogni giorno¬†di pi√Ļ. Trovo che abbia una scrittura schietta,¬†diretta, ¬†efficace e, soprattutto, versatile e ricca di spunti da quelli pi√Ļ profondi e sentimentali a quelli pi√Ļ divertenti ed umoristici.

Ed ora passiamo alle mie 10 nomination al¬†FMETCH Award Very Nice Blog. (ma lo sapete che fare queste nomination √® persino pi√Ļ emozionante che riceverle? Mi verrebbe quasi voglia di scriverle in piedi pettinata e truccata di tutto punto e indossando un luccicante abito da sera, ma fa troppo caldo e non voglio scadere nel ridicolo pi√Ļ di quanto io non stia gi√† facendo… per cui…Ma anche no!). Ho deciso di nominare Blog di diverso tipo e genere, un p√≤ perch√® sono una lettrice onnivora (ma in fondo chi non lo √®?), un p√≤ perch√® sono arrivata a 10 nomination dopo una difficile scrematura e dovevo per forza adottare un criterio altrimenti non ne sarei venuta a capo. E’ ovvio¬†che se seguiamo un certo numero di blog √® perch√® in qualche modo ci interessano tutti, per cui ho deciso di riportare qui i blog che seguo con pi√Ļ assiduit√† e di cui raramente mi perdo un articolo (oltre a quello di Piero, che in qualche modo ho gi√† nominato). L’ordine in cui li ho elencati √® del tutto casuale.

1. Quartopianosenzascensore

Quando ero poco pi√Ļ che una bambinetta, spesso il mio pap√† mi portava con s√® nel suo studio d’architettura che era sito nella casa in cui lui e mio zio abitavano da ragazzi¬†insieme ai miei nonni. Quella casa √® piena zeppa dei loro libri e fumetti di quando erano piccoli e ce ne era uno in particolare, con le pagine tutte ingiallite e risalente all’anteguerra, che leggevo sempre con grande divertimento, pur non capendo benissimo tutte quelle parole entrate un p√≤ in disuso. Quando ero un p√≤ pi√Ļ grandicella ho ripreso la lettura e ricordo che passavo pomeriggi interi a leggere e rileggere quelle storielle. Il libro in questione era “Lo zibaldino” di Giovanni Guareschi, un libro neorealista che affronta in modo ironico e umoristico le vicissitudini quotidiane¬†dell’autore e della sua famiglia.¬†Ora giustamente vi chiederete cosa cavolo c’entra questa lunghissima premessa col blog che vi voglio segnalare? Ebbene per me Quartopianosenzascensore √® uno Zibaldino 2.0. Vi trovo tantissime analogie, certo con le dovute differenze che possono esserci tra una famiglia anni ’50 in pieno boom economico¬†e una della nostra epoca, divisa tra crisi economica, nuove tecnologie e globalizzazione. Eppure troverete lo stesso umorismo, le stesse problematiche della vita di tutti i giorni¬†e, soprattutto, ditemi voi se La Dissennatrice non √® identica nello spirito e nel carattere a La Pasionaria di Guareschi? ¬†Ho trovato delle analogie anche tra Giulio e Albertino, anche se sono l’uno il fratellino minore e l’altro il maggiore, ma ci vorrebbe un post a parte per parlarne. Comunque questo blog √® s√¨ il racconto¬†in chiave ironica della quotidianit√† di una famiglia dei nostri tempi, ma √® anche molto di pi√Ļ. Basta dare un’occhiata a Scritte sui muri e Viaggi e Miraggi per capire quanti e quali diversi spunti interessanti possa offrire.

2.¬†Pinocchio¬†non c’√® pi√Ļ

I suoi racconti sono come ritratti. Ritratti con un nome ben preciso. Come se i nomi dei suoi personaggi portassero¬†con s√© gi√† tutta la loro vita o un momento particolare della propria esistenza e, a volte, leggendoli scopri che era proprio cos√¨. Son personaggi con il destino scritto¬†nel proprio¬†nome. Il loro autore? Delicato, modesto (fin troppo), dotato di una rara sensibilit√†, con il suo blog mi ha emozionato fin dal primo articolo¬†che ho letto. Uscir√† presto una raccolta a scopo benefico che contiene anche due dei suoi racconti dal titolo Uomini di Carta. La “versione femminile” Donne d’inchiostro l’ho trovata su amazon¬†e¬†sar√† di sicuro una delle mie letture vacanziere.

3.¬†Alice in musical¬†–¬†Diario di una musicista espatriata

Questo √® un blog che mi ha strappato pi√Ļ di un sorriso. Anzi pi√Ļ di una risata. Ma tipo anche quando magari stavo un p√≤ gi√Ļ in versione malinconiaportamivia. Come forse direbbe lei, l’eclettica e straordinaria Alice (che non la seguo da tanto, ma a quanto ho capito √® musicista, vive in Galles col fidanzato, suona, canta, scrive e pubblica libri, storielle e guide turistiche, e soprattutto ha sette vite, ma non come i gatti perch√® lei sembra viverle contemporaneamente)… “Reg√†, a me sto blog m’ha fatto scompisci√†!”. E non fatevi ingannare dallo slang un p√≤ romanaccio e verace, √® una che ne sa. Avoja se ne sa. Agli abitanti della mia meravigliosa, bistrattata citt√† e soprattutto agli studenti fuori sede (ai quali credo possa essere ancora pi√Ļ utile) far√† piacere sapere che √® in prossima uscita la sua ultima fatica¬†Guida¬†verace di un quartiere eccentrico,¬†che si propone di essere un’utilissima (e gi√† immagino estremamente spassosa) guida di Piazza Bologna, per conoscere un quartiere attraverso gli occhi di chi ci vive.

4. VAGONE IDIOTA

Spesso un treno √® un teatro mobile. A incontrarlo in metro o su un treno ci sarebbe da aver paura, soprattutto perch√®, ammettiamolo,¬†le amabili conversazioni che intratteniamo sui mezzi pubblici non sono quasi mai di un certo spessore. Vagone idiota si sofferma su quelle pi√Ļ esilaranti e paradossali, dandogli un tocco talmente personale da portarti inevitabilmente a chiederti se siano tutti spunti reali o frutto della sua fantasia. E se √® vera la seconda oltre alla genialit√† dell’idea gli va riconosciuta una straordinaria capacit√† di rendere i “discorsi da tram” di cui scrive estremamente realistici. Bellissima la musica che dice di ascoltare in cuffia durante i suoi “viaggi” anche se io ho una mia teoria: finge di ascoltare musica, ma in realt√† registra!

5. ¬†PRIMA O POI L’AMORE ARRIVA. E T’INCULA.¬†– La verit√† vi spiego sull’amore.

Non fatevi ingannare dalla frase apparentemente cinica che d√† titolo al suo blog. Questa giovane madre single nell’amore ci crede ancora. Eccome se lo fa! E soprattutto scrive divinamente. Leggerla pu√≤ scatenarti due reazioni inverse (ed avverse) consumare pacchi e pacchi di fazzoletti come solo noi donne in pieno ciclo davanti a un film romantico sappiamo fare o farti ridere fino alle lacrime. Quindi in entrambi i casi piangerete, sappiatelo. Donne, io vi avevo avvertite. E i maschietti, o per lo meno quella esigua minoranza che cerca ancora la donna giusta per la vita e non per la notatta, sicuramente perderanno la testa e si chiederanno come cavolo si fa a lasciare una donna cos√¨. In ogni caso se riuscirete a non versare una lacrima e a non innamorarvi perdutamente di sicuro non vi annoierete. Le illustrazioni e le foto che accompagnano i suoi post sono sempre meravigliose. Come lei d’altronde.

6. Seidicente РPossiedo sogni e ragione

Per me √® stata da subito “la poetessa di Word Press”.

La deliziosa illustrazione che ha scelto come foto profilo credo che la rappresenti molto. Se leggi la sua presentazione ti fai¬†l’idea di una persona un p√≤ restia a parlare di s√®. Forse perch√® non si sente speciale (e sbaglia), forse per timidezza (ma √® solo una mia ipotesi) o perch√® ha deciso che le sue parole possono gi√† bastare a parlarci un p√≤ della¬†loro autrice. Ci√≤ che √® innegabile √® che le sue parole, spesso lievi come una carezza, di sicuro non ti lasciano indifferente. Scrive poesie molto delicate, alcune un p√≤ criptiche (almeno per me), ma sempre profonde. ¬†Seidicente si definisce una¬†Giulia Balbilla. Per pochi, ma non per tutti. E forse ha ragione, ma per me, anche se la seguo da poco, √® la poetessa di Word Press.

7.¬†¬†CentoCaratteri – Non una parola di pi√Ļ

Questo ragazzo ha il dono della sintesi. Non poteva essere altrimenti visto che la¬†mission¬†che si √® prefissato √® quella di riassumere tutti gli svariati argomenti di cui tratta in sole cento parole “per essere sicuro di non annoiarvi e non annoiarmi”.¬†E vi posso assicurare che leggerlo non annoia mai, nemmeno (anzi forse soprattutto)¬†quando si lascia andare alle eccezioni con le sue rubriche ¬†#pi√Ļdi100¬†e¬†#100sontroppe.¬†Spazia da argomenti di attualit√† ed interesse generale a quelli pi√Ļ intimi e personali, soffermandosi spesso sulla generazione un p√≤ sfigata (o sbandata come l’ha definita qualcuno) di cui (anche se con qualche anno in pi√Ļ) fa parte anche la sottoscritta: quella dei figli dei 68ini, dei “bamboccioni”, degli immaturi, ma quella fetta buona che nutre ancora qualche speranza nel futuro, se non nel proprio in quello che pu√≤ regalare ai propri figli. Se volete raccontargli la vostra storia (rigorosamente in 100caratteri per√≤) potete farlo inviando un’email a¬†centocaratteri@gmail.com. Nella sua rubrica¬†#dilloin100¬†ne ha pubblicate alcune davvero toccanti.

8. IL SALVACENA Рcucinare in 10 minuti

Ricette salva cena

Per restare in tema di sintesi questo blog di ricette¬†√® dedicato a chi va di fretta, non pretende di diventare Carlo Cracco, ma allo stesso tempo non vuole rinunciare a mangiare in modo sfizioso e creativo. A me non ha salvato solo la cena, ma anche la linea -la ricetta di parmigiana light √® velocissima e gustosa, con poco da invidiare all’originale- e qualche serata. Ma non una serata qualsiasi. La serata in cui ti stai preparando per andare a un concerto rock e tua madre ti chiama dalla Calabria con una certa urgenza nella voce chiedendoti se gli vedi sopra all’Internet come si fa la marmellata di prugne, perch√® gliene hanno portate a chilate e non vuole che vadano a male. Ora, io le ho rifilato (cambiando la frutta ovviamente) la ricetta di¬†MARMELLATA DI ALBICOCCHE E FICHI BIOLOGICA fatta in casa, ma questo mia mamma non lo sa e la marmellata di prugne era spettacolare!

9. Vanity Nerd

Questo blog lo seguo da prima che mi iscrivessi su WordPress. Risponde pienamente alla mia voglia di frivolezza, leggerezza e vanit√†. L’autrice,¬†Elena De Francisci, √®¬†laureata in Comunicazione e il suo modo di scrivere oltre ad essere comunicativo √® estremamente divertente, fresco e moderno. Potr√† anche non interessarvi particolarmente l’argomento – per chi non l’avesse capito trattasi di beauty blog – ma non potrete non apprezzare la sua ilarit√† e il suo italiano ricco ed estremamente scorrevole, infarcito di neologismi molto gggiovani. Sono sicura che ogni suo post vi strapper√† per lo meno una risata. Per i signori uomini posso aggiungere che √® anche una bellissima ragazza e non se la tira affatto. Insomma, merce rara!

10. Songs say it better

In a world without melancholy, there would be no place for music.

Amo la musica e adoro le citazioni. Non potevo non seguire questo blog. Credo fermamente nel suo titolo: le canzoni lo dicono meglio, s√¨, √® vero. “Canzoni che sanno chi sei molto meglio di te” √® stata per anni una delle mie citazioni del Liga preferita. ¬†Credo che a volte, quando ci mancano le parole e ci rendiamo conto che quella canzone l√¨ dice esattamente quella cosa l√¨ che noi non riuscivamo proprio a tirar fuori, beh usare una citazione non solo diventa lecito, ma necessario. Le citazioni di testi di canzoni hanno dalla loro il vantaggio di rimanere pi√Ļ impresse e legate ad una musica che magari ci ha particolarmente emozionato. Questo blog ne contiene un bel p√≤, alcune italiane altre con la traduzione. Forse non √® proprio il genere di musica che ascolto, ma le citazioni scelte son molto belle.

Come vi spiegavo ad inizio post, sono una principiante per cui scusatemi se questo post non rispetta in qualche modo lo stile degli Award. L’ho scritto un p√≤ come mi veniva. E scusate se sono stata prolissa, ma quando qualcosa mi appassiona divento logorroica. Scusate, infine, se ho fatto qualche gaffe o qualcuno non si rispecchia nella descrizione che ho fatto. Qualcuno di voi √® da poco che lo seguo e potrei essermi fatta un’opinione sbagliata. Qualsiasi suggerimento, critica (meglio se costruttiva) o parere, sono ben accetti.

Qualora qualcuno dei nominati (come funziona devo avvisarli personalmente?) volesse rispondere al tag vi scrivo quali sono le regole per partecipare al FMTECH Award Very Nice Blog:

  1. Citare e ringraziare l’ideatore
  2. Citare e ringraziare il blogger che vi ha nominati
  3. Pubblicare il logo dell’Award
  4. Nominare 10 blog meritevoli secondo voi del FMETCH Award Very Nice Blog.