Stanca

Stanca di essere uguale a me stessa
Mi avventuro incauta per delle vie che non conosco.
E intanto mi stupisco di questo gelido Aprile
e di questo vento bastardo che
se solo vuole può graffiarti il viso.

Stanca di essere uguale a me stessa
Abbandono quel forzato sorriso
E mi siedo un poco a guardare le nuvole
E le scie degli aerei
Indovinando le rotte

Come facevo con te
Nelle sere d’Agosto
Quando ancora gioivo
Nell’essere me.
 

Nei miei silenzi

“e ogni giorno mi è più chiaro che quelle rughe sono solo i tentativi che non ho mai fatto…”

Luciano Ligabue 

Non c’è mai solo il silenzio nei miei silenzi.

A volte ci sono le domande a cui non ho ancora trovato risposta e, chissà, magari il problema non è la risposta che non trovo, ma é proprio la domanda ad esser quella sbagliata.

A volte c’è la malinconia. 

Ci sono gli occhi lucidi e i groppi in gola. 

Ci sono i sogni che ho paura di fare ad occhi aperti.

Ci sono le parole che avrei voluto dire, ma che non sono mai riuscite ad uscire e allora son rimaste lì, imprigionate e inermi. 

Parole senza voce.

Ci sono “i tentativi che non ho mai fatto”.

C’è anche la luce, a volte, nei miei silenzi, c’è quella felicità fatta di piccole cose che é forse l’unica ancora possibile. La stessa felicità mista a stupore dei bambini di fronte alle bolle di sapone.

Ci sei ancora tu, a volte, nei miei silenzi, e quella domanda sempre uguale, sempre puntuale, su un silenzio assordante e invalicabile che, tra noi, é forse destinato a rimanere tale.

Sticazzi

  
Sticazzi del tempo che passa e quando lo fa non è mai gentile, lo sarebbe se si fermasse, invece, ogni tanto, come un amico a chieder “come stai? Va bene questo passo o devo rallentare e darti un pò di vantaggio?”

Sticazzi di questa vita che é poco generosa con alcuni, che a volte ti dà solo se riesci a prendere e se non riesci ti taglia fuori. Ti saluta, perché come il tempo, anche lei non si ferma mai. Implacabile ed impietosa, continua la sua corsa, anche quando tu hai perso la tua direzione. La vita non ti aspetta. La vita va.

Sticazzi dei pensieri neri, che a volte non ti lasciano in pace, perché al negozio della positività la polverina magica di Pollon l’avevano finita e allora sei uscita dal negozio a fianco con sacchi pieni di cinismo.

Sticazzi di questo blog, che ha un nome che non lo rispecchia più, perché se un Mr. Vain non c’è più nella mia vita, non vedo perché dovrebbe trovar posto in un blog dove probabilmente non fotte una beata minchia a nessuno.

Sticazzi di questo sfogo, perché ogni tanto ci sta, perché vomitare parole é a volte più semplice e più sincero di vomitare unicorni che vomitano arcobaleni. E allora sticazzi di questo sfogo e sticazzi di me che stasera il monologo di Edward Norton nella Venticinquesima ora mi fa un baffo, ma come direbbe mio cugino “se te li facesse tutti e due sarebbe meglio!”.

Something just like this – Pensieri serali random

Ascoltare il battito del mio cuore ad occhi chiusi e pensare che é lo stesso identico rumore che fa la pioggia battente nel cuore della notte,

Stringere più forte a me questo libro, così prezioso, che sta diventando il mio migliore amico,

Ricordarmi che tra poche ore é il compleanno di quella donna, al contempo fragile e inossidabile, che mi ha donato la vita,

Essere complice dell’amore silenzioso, ma ancora vivo, che mio padre ha per lei,

E bramare, in segreto, di aver di nuovo il privilegio di assistere, o meglio ancora partecipare, all’irripetibile magia di due sogni che, cadendosi addosso, diventano uno.

Araba fenice

Ci si perde.

E se non ci si perde del tutto,

Non la si ritrova mica, delle volte, la strada.

Si cerca un luogo senza rumori,

Ma se si han pensieri da vendere a peso,

Persino il silenzio diventa assordante.

Allora ci si spreme fino all’ultima goccia,

Il dolore, 

Fin quando anche a strizzarsi forte e con due mani, 

Il cuore,

non esce più nulla.

Poi all’improvviso succede, 

che in un giorno accecante di sole, 

si spalancano, larghe, larghissime,

le braccia al cielo e con i palmi

Rivolti verso l’alto,

si ascolta soltanto il lieve fischiare di un vento leggero,

Che dice: “Va’, ora puoi ricominciare”.

Total eclypse

  Vedo solo una serie interminabile di puntini da unire,
laddove Tu vedi già un bellissimo disegno.

Mi devo fidare, hai detto.

Eppure gli spazi tra i puntini si allargano ed io, senza mappe né bussole, non riesco a seguire la numerazione.

Devo saper aspettare, hai risposto.

Sì, d’accordo, ma già che ci sei fammi un favore: prova ad alzare questa pesante coltre di cinismo e vedi un pò se là sotto batte ancora un cuore.

Once upon a time I was falling in love

But now I’m only falling apart

And there’s nothing I can do

A total eclipse of the heart

Creta

The power of love.

A force from above.

Cleaning my soul.

Scambi per debolezza,

la forza dell’amore.

L’irrefrenabile voglia

di buttarsi all’indietro

é un atto di fede.

É la strenua convinzione che

ci saranno sempre

braccia forti pronte ad accoglierti.

Non sono la rana nella favola dello scorpione,

sono come creta calda tra le tue mani.

Quello che credi il tuo potere

é solo il mio ennesimo atto d’amore.

Spaccacuore

La Principessa l’ho scritta per te,

per farti capire un pezzetto di me.

Il cavaliere l’hai scritto per me,

quando le tue paure le volevi dividere con me.

A rileggerle oggi mi chiedo perchè

sei qui a cavallo davanti a me

con la tua scintillante armatura,

mentre la mia vita, invece,

è diventata così dura.

 

Ti ho sempre augurato il meglio,

nonostante tutto,

e ora che il tuo meglio è arrivato

hai ragione, è davvero brutto

non gioirne con te,

ma vedi tu hai trovato la tua anima gemella,

mentre io son qui che non riesco nemmeno a trovare le chiavi di casa.

Io non sapevo dirti che

solo a pensarti mi da i brividi

anche a una stronza come me

come me …

Non voglio ritrovare il tuo nome

 

E’ stato meglio così” è la frase che cerco invano nel mio cuore,

rispondimi, mio amore sopito, perchè non posso dimenticarti al primo angolo di strada?

Tornerai ancora, come un altro Natale o, stavolta, ti ho nascosto meglio,

mentre gli  anni facevan la conta?

Non voglio auguri, stavolta, nè partecipazioni, facciamo un nuovo gioco,

fingiamo che io sia morta.

D’altronde, ancora oggi, se ti penso, riesco a malapena a respirare.