Presadixit 💙 – n. 5 – In Loving Memory

Sebbene l’abbia fatto mio, anche questo non è mio, ma del mio professore di Italiano al liceo. Gli devo tanto, tantissimo e proprio stasera ho saputo che ci ha lasciato. Ciao Prof., se mi potesse leggere so che inorridirebbe come davanti a quel tema sui pensieri bianchi come i fogli, ma sappia che non é colpa sua. Lei era il migliore. Grazie di tutto e faccia buon viaggio!

#5 SCEGLIERE

Scegliere é un morire, ma é il morire dei vivi.

11.01.16 – Can you hear me? You’re now far above the moon, Planet Earth is blue and it’s only because of You

La fine del 2015 ci ha portato via Lemmy dei Motorhead e Natalie Cole.

Il 2016 ha voluto strafare.

Non ci sono parole per descrivervi la tristezza che provo in questo momento. Solo concedermi un’intera giornata di Space Oddity in loop potrebbe salvarmi o una giornata commemorativa insieme alla mia folle insegnante di Pilates – che non faceva lezione senza Life on Mars.

Forse solo le black stars, spente a lutto, possono capire.

Non ci credo. Hai detto che non sapevi dove saresti andato, via di qui, ma che di sicuro non sarebbe stato un posto noioso.

Pazzo, genio, ribelle, quanta bellezza ci hai regalato. Non eri umano, eri un extraterrestre. Non ci credo che sei morto, ti sono solo venuti a riprendere.

There’s a starman waiting in the Sky…he’d like to come and meet us…but he thinks he’d blow our minds

 

And the stars look very different today

 

You’re now far above the moon, Planet Earth is blue, And there’s nothing I can do.

*****

E’ arrivata la sera, lo shock inziale sta svanendo, la tristezza si sta acutizzando, davvero ti sei portato via un bel pezzetto di vita, di anima, di me…eppure il tuo lascito è immenso …Da parte mia un GRAZIE gigante per la canzone che ha accompagnato i miei anni più belli e spensierati, stampati a caratteri cubitali sulla mia maglietta preferita…YOU CAN BE A REBEL…

Tonight

Avrei bisogno di scrivere…tonight…ma non ci riesco…sono troppo stanca…e allora lascio che la musica parli per me…lo faccio, spesso, sapete?  Amo le citazioni perché sono sempre certa che da qualche parte del mondo esista sempre qualcuno che sia riuscito ad esprimere esattamente quello che provo,  molto, ma molto meglio di me. Nel caso della musica, poi, é ancora meglio perché ha toccato delle “corde” – in tutti i sensi – che io non riuscirei mai a toccare…corde che tutti abbiamo dentro e a cui solo alcune canzoni, le nostre, sono in grado di arrivare…Buonanotte World-Press…

You look so tired and un-happy

Il Momento Nirvana

Come as You Are – Nirvana – Live in Spain 1994

Come as you are.  As you were. As I want you to be. As a friend. As a friend. As an old enemy. Take your time…

Coriandoli e stelle filanti

Per il momento irripetibile

In cui pronuncerò il tuo nome 

Sul monte dell’Olimpo

E la corona di alloro porrò

Sul tuo capo e la fascia 

“Bello come un Dio Pagano”

cingerà i tuoi fianchi

Riderai di gioia e mi vedrai 

per come sono e non per come mi vorresti

Domani

  

“Stasera, per il nostro progetto, per la nostra società è stata una serata molto importante. Una serata molto, molto importante. Ma non era completa. Non era neanche lontanamente avvicinabile a una qualsiasi possibile completezza. Perché non potevo condividerla con te. Non sentivo la tua voce e non potevo ridere insieme a te. Mi manca mia… Mi manca mia moglie. Viviamo in un mondo cinico. Un mondo, cinico.”

Domani vado a prendere Pepper Potts. 

E vorrei tanto passare sotto casa tua per fartela vedere come hai fatto tu quando sei andato a prendere Spartina. 

La tua assenza nei momenti più belli e in quelli più brutti si fa sentire ancora di più. 

Ti ho sentito triste qualche giorno fa. Mi hai ricordato che nei tuoi cassetti ci tieni i calzini e non i sogni. Per cercare di farti ridere ti ho detto che é vero perché é nell’armadio che tieni gli scheletri. Mi hai risposto che con gli scheletri ci hai fatto il brodo a Natale. “Che risposta macabra, Mr. Vain (Cognome!)” – “Sono le feste ad esser macabre, Presa Blu! (Cognome)”. Poi sei stato affettuoso, ma ti ho sentito triste. Odio sentirti triste. 

E se non avessi questa fottutissima paura di ricominciare a guidare dopo tutti questi anni, domani verrei da te a presentarti Pepper Pots. Già so che la “smonteresti”, così, per partito preso, tanto per non darmela vinta. 

Mi manca Spartina, sai, il tuo modo di guidarla un pò meno. Ogni volta perdevo cent’anni di vita, ma era bello. E ora che ho Pepper potrei ricambiare.

Ok, vado a dormire, domani é un gran giorno! 

‘Notte Mr. Vain, vedi di far spazio in quei cassetti!

Malinconia

Il colore del vetro – Il disordine delle cose


Ti osserverò per ore e ti resterò a guardare 

Ti osserverò per ore così come si osserva il mare 

É come un’onda la malinconia,
se ti lasci attraversare lei va via, tornandosene da dove era venuta, ma se ti opponi, credimi,
se tu le resisti, é in grado di sommergerti.

La risposta non era 42

 Non sapevo come risponderti quando mi hai chiesto cosa dovevi fare per riconquistare la mia fiducia. Eppure, a poco a poco, lo hai fatto. Forse è stato il giorno in cui mi hai presentato tua madre. 

Stare insieme quasi un anno e non conoscere i rispettivi genitori può  essere un pò bislacco, se ci si vede tutti i giorni, ma c’è mai stato qualcosa di “normale” nella nostra storia? Pensare che tu dopo quasi dieci anni, i miei non li hai ancora conosciuti, e che a casa mia ci hai messo piede per la prima volta, tre anni fa. 

D’altronde, io non sono mai stata una grande sostenitrice delle presentazioni in famiglia. Tutt’altro. 

Quando la famiglia del malcapitato che ha raccolto i miei pezzi dopo di te, mi ha portato un giorno, a mia insaputa, a scegliere i mobili di casa loro, anche per dare un’occhiata ai mobili di una futura casa nostra, ricordo che sarei voluta scappare all’altro capo della terra. 

E questo avveniva dopo solo tre mesi di storia. Certo, la famiglia del Sud del mio ex era una perfetta (mica tanto!) famiglia del Sud e magari per loro (per alcuni, figuriamoci se da figlia di meridionali mi metto a generalizzare, facendo la leghista della situazione!) è anche normale amministrazione, ma per me no, col cavolo! 

Io che sono da sempre abituata alle relazioni-yogurt, quelle che riportano in chiaro la breve scadenza stampigliata su fin dall’inizio, figuriamoci se dopo tre mesi sto lì a pensare ai mobili di casa. 

Solitamente io dopo tre mesi mi sto già domandando quanto ci rimane ancora, come quando ti diagnosticano una brutta malattia. 

Ma questa è un’altra storia. 

Non ricordo che giorno fosse e nemmeno l’anno, ma deve essere stato quando mi hai presentato tua madre. 

É stato inaspettato, eppure non ho dato di matto, come mio solito in queste occasioni, nemmeno quando lei mi ha abbracciato e detto che era da tanto che voleva conoscermi, il tutto sotto il tuo sguardo tra il preoccupato e il minaccioso. 

E da quel giorno sono iniziate le serate pizza e film, quando tua madre non insisteva per prepararci la cena. E ti giuro, che io non ci credevo che potesse esistere qualcosa di più intimo dei nostri scambi di pelle, eppure esisteva. Pizza e film. 

Strano eh? Ci avresti mai pensato? Tua madre, pizza e film erano “la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto”.

Dieci Capodanni

 

Dieci inverni che ti conosco, zero capodanni insieme.

Non fa eccezione questo, nessuna eccezione.

Non la fece quel Capodanno crudele di dieci anni fa, in cui eri al capezzale di tuo padre, mentre io insieme a persone – troppe- che chiamavo ancora amici.

“Questo è l’ultimo che passiamo separati”, mi dicesti al telefono, mentre cercavo di asciugarmi le lacrime, perchè di là mi reclamavano a gran voce per le carte. E ricordo ancora il coro dei miei “amici” che mi accolse al mio rientro…”Sta a scopà…sta a scopà…”, ma questo ovviamente tu non lo sai e non lo saprai mai, così come loro non seppero mai dov’eri quella sera.

Non fa eccezione nemmeno questo Capodanno, in cui non ho idea di dove sarai, nè con chi. E in cui spero di precedere i tuoi auguri di mera circostanza, se saranno gelidi come quelli di Natale. Fa già abbastanza freddo senza di te, non ho bisogno di altro gelo.

Tra le righe sottolineate di questa canzone, la risposta a quel nostro dialogo di un paio di anni fa…

Buon anno, Mr. Vain!

“Per me la più bella è Orfani ora…

“Non esiste proprio, è Parla piano, parla anche di te…”

“Di me? E perchè mai…???”

“Perchè sì…”

“Ti odio quando rispondi così…”

“Perciò lo faccio…”. Rido e scappo dentro, lasciandoti finire la tua sigaretta in terrazza, pregustando già il momento in cui mi raggiungerai per farmela pagare…

Parla piano e poi
non dire quel che hai detto gia’
le bugie non invecchiano
sulle tue labbra aiutano
tanto poi
è un’altra solitudine specchiata
scordiamoci di attendere
il volto per rimpiangere
Parla ancora e poi
dimmi quel che non mi dirai
versami il veleno di
quel che hai fatto primaÂ…
su di noi
il tempo ha gia’ giocato ha gia’ scherzato
ora non rimane che
provar la verita’
Che ti da’ che ti da’
nascondere negli angoli
dire non dire
il gusto di tradire una stagione
sopra il volto tuo
pago il pegno di
volere ancora avere
ammalarmi di te
raccontandoti di me

Quando ami qualcuno
meglio amarlo davvero e del tutto
o non prenderlo affatto
dove hai tenuto nascosto
finora chi sei?

cercare mostrare provare una parte di sé
un paradiso di bugie

La verita’ non si sa non si sa..
come riconoscerla
cercarla nascosta
nelle tasche i cassetti il telefono

che ti da’ che mi da’
cercare dietro gli angoli
celare i pensieri
morire da soli
in un’alchimia di desideri

sopra il volto tuo
pago il pegno di
rinunciare a me
non sapendo dividere
dividermi con te

Che ti da’ che mi da’
affidarsi a te non fidandomi di me..
Sopra il volto tuo
pago il pegno di
rinunciare a noi
dividerti soltanto
nel volto del ricordo

L’essenziale


“Gli occhi fanno quel che possono, niente meno e niente più, tutto quello che non vedono é perché non vuoi vederlo tu” 

Benvenuto, accomodati.

Su quell’appendiabiti puoi posare la tua maschera.

L’orgoglio e la vergogna, invece, lasciali pure lì, su quella sedia blu.

Ehi, ti ho visto sai, c’è ancora un po’ di paura sul tuo cuore, ma te l’ho detto, non ci serve. Puoi buttarla via in quel cestino lì a fianco.

Bravo, ora vieni davanti a me, ma non scordare i tuoi occhi.

Gli occhi, i tuoi nei miei e i miei nei tuoi, sono la sola cosa che ci occorra. Te l’avevo detto, ma tu non ci credevi.

L’essenziale é invisibile agli occhi, solo perché i nostri occhi son sempre coperti.

Ed ora che lo vedi anche tu, l’essenziale, dimmi, davvero vuoi rinunciarci?