Cuore spento. E nonostante le apparenze odio la rima cuore-amore

Brucia sul viso come gocce di limone
L’eroico coraggio di un feroce addio
Ma sono lacrime mentre piove piove

Ho una mente bastarda,
Torna indietro nel tempo.
Tento invano di legarla
Con mille nodi al presente.
Ma lei sfugge, e indifferente,
Torna ancora a quel momento
In cui con un ultimo bacio d’amore,
Hai spezzato l’ incanto
Ed hai spento il mio cuore.

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Il valzer sull’orlo del pozzo: una strana e spoilerosa recensione “non recensione”.

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“Nonna ma che cos’√© questa musica?”. Le domandavo mentre ballavamo. “√Č la felicit√†, Cesare”. E ridevamo.

Se non contiamo le recensioni su Amazon, che poi dovrebbero essere le uniche che ho scritto, e considerando che la maggior parte di esse altro non sono che le mie rimostranze sull’ultimo epilatore acquistato, non si pu√≤ dire che mi sia mai cimentata nello scrivere una recensione.

E tranquilli, no, non ho deciso di iniziare proprio ora (anche perchè, detto tra noi, non ne sarei assolutamente capace).

Quello che far√≤ sar√† semplicemente spiegarvi perch√© Il valzer sull’orlo del pozzo¬†√® un libro speciale, di quelli che quando lo finisci ti manca e ti manca di brutto!

E cercher√≤ anche di riuscire nell’ardua impresa di non farvi troppi spoiler.

Come si fa a spiegare perchè un libro vale la pena di essere letto senza anticipare nulla? Forse a questa domanda sanno rispondere i recensori seri, ma siccome questa non è una recensione seria, non pretendete troppo da me  e sappiate che qualcosina mi scapperà, proprio come alla nonna del protagonista! (e questa la capirete solo dopo aver letto il libro!).

Ecco. Partiamo da lui. Il protagonista: Cesare.

Volete sapere perchè Cesare ti entra subito nel cuore?

Perch√®, come dir√† Holly, la sua prima fidanzata, Cesare √® un “coglione sognatore”.¬†Un adorabile coglione sognatore, aggiungo io.

Il sogno, Cesare, ce l’ha nel sangue, trasmesso da quell’altro inguaribile sognatore che √® suo nonno, che dei suoi sogni e dei suoi fantasmagorici viaggi ha fatto il motivo e, forse, anche il fine ultimo della sua esistenza.

E allora c’√® il sogno dell’infanzia: una rocambolesca impresa in cui si imbarcher√† col suo migliore amico, Massimo, e che mi ha fatto letteralmente “scompisciare” dalle risate (e anche questa la capirete solo dopo averlo letto!). ¬†Ci sono i sogni sull’orlo del pozzo, sussurrati al suo alter ego Merlino. E, infine, c’√® “il folle sogno” che lo porter√† dal mondo difficile e piatto dei cosiddetti sani a quello grigio, ma certamente anche pi√Ļ colorito, dei “non sani”.

Cesare è così, sogna anche e soprattutto quando è sveglio, e forse è per questo che, pagina dopo pagina, impari a volergli bene, così tanto che quando arrivi alla fine del libro, ti senti orfano, ti sembra di aver perso un fratello, un amico, un compagno di avventure.

Il viaggio che faremo insieme a lui parte dai sogni impossibili e irrealizzabili, come quello di trovare un posto senza dolore “un luogo senza morte e senza malattie, dove tutto scorre lentamente proprio come la vita di un albero”, ¬†ma arriva, proprio attraverso il dolore e le sofferenze, alla conquista dei sogni concreti e possibili, alla ricerca del proprio “posto nel mondo”, con la consapevolezza che la vera felicit√† risiede nelle piccole cose di ogni giorno e che se “in fondo il passato ormai √© scritto, il futuro no”.¬†

In questo viaggio saranno tanti i personaggi che incontreremo e nessuno sar√† l√¨ messo a caso. N√© i caratteristici abitanti di Inverno, come Teresa la mignotta, Luca la caccola e Mastro Pasquale. N√© gli strambi “compagni di viaggio” di Cesare nel reparto di psichiatria dell’ospedale, come Antonio, che insegue coccinelle o Moira e il suo ¬†indimenticabile can can.

Ma il personaggio pi√Ļ bello di tutti, lo si capisce fin dalle prime pagine, √© la nonna, con il suo unico e speciale modo di festeggiare la vita. Con il suo bagaglio culturale, fatto di anticonformismo, ma anche di stregonerie e credenze popolari e con la sua voglia di prendere la vita non troppo sul serio, con la stessa leggerezza dei valzer che baller√† col nipote, sull’orlo del pozzo, ma non solo! (Il valzer pi√Ļ indimenticabile lo balleranno in una location a dir poco insolita!).¬†

Questo libro vi piacerà anche e, soprattutto, perché é scritto bene.

L’autore ha una scrittura incisiva, coinvolgente, senza fronzoli, ma ipnotica: che ti cattura completamente con le sue ¬†significative e calzanti metafore.

Come questa:

 

“Attaccato alla finestra ho visto che il mio cuore √© caduto gi√Ļ, vuoto come una lattina e leggero come l’aria. Ha galleggiato per un p√≤ nei rigagnoli e poi si √© perso nella folla, tritato dalla citt√†.”

 

 

O questa:

“E intanto il tempo continua a passare lentamente, come il passo di una lumaca che percorre l’infinito, con il peso della sua chiocciola piena di ricordi vissuti”

 O la mia preferita:

Quando io e Holly per la prima volta facemmo l’amore, eravamo due linee parallele che frantumavano le certezze della geometria per intrecciarsi in unica linea.”

Beh, penso di avervi spoilerato abbastanza, sappiate semplicemente che questo libro l’ho amato alla follia e giuro che quando imparer√≤ a scrivere recensioni serie (in quelle sugli epilatori vado gi√† alla grande!) questo libro avr√† da me le parole che merita!

Musica consigliata durante la lettura : Altrove di Morgan, anche se sono certa che Cesare vi avrebbe consigliato qualche canzone di De Gregori o meglio del Degre, come lo chiama lui.

Forse gi√† lo sai che a volte la follia sembra¬†l’unica via per la felicit√†

C’era una volta un ragazzo chiamato pazzo e diceva sto meglio in un pozzo che su un piedistallo

Nessuno, assolutamente nessuno.

Io sono la periferia di una città inesistente, la chiosa prolissa di un libro non scritto. Non sono nessuno, nessuno. Non so sentire, non so pensare, non so volere. Sono una figura di un romanzo ancora da scrivere, che passa aerea e sfaldata senza aver avuto una realtà, fra i sogni di chi non ha saputo completarmi.

Fernando Pessoa

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Urlarsi via il dolore di dosso,

come se non facesse male,

come se non fosse il nostro.

C’√® chi cerca di confondersi,

la carne nella carne,

e chi schiaccia un pedale,

appena¬†un p√≤ di pi√Ļ.

Provare gli alti dell’adrenalina e

poi i bassi del suo scivolare via,

tutto solo per sentirci vivi,

per non morire ancora.

Quando¬†la verit√† √® che¬†senza l’Amore,

non siamo nessuno, assolutamente nessuno.

Restiamo solo inutile, meraviglioso potenziale.

La mia generazione

La mia generazione non ha coraggio.

Non sfila, non si indigna, ma gioca e cazzeggia.

La mia generazione non urla.

Non chiede di pi√Ļ, √® rassegnata al meno e del meno si accontenta.

La mia generazione non ama.

Whatsappa, usa tinder, usa persone, usa la rete, cade nella rete, vittima com’√® di se stessa e delle sue stesse trappole.

La mia generazione paga.

I debiti di altri, le colpe dei padri, gli errori del passato.

La mia generazione è finta.

Cibo finto, ciglia finte, tette finte, culi finti, sorrisi finti.

La mia generazione è una generalizzazione e come diceva Dumas

“Tutte le generalizzazioni sono pericolose, perfino questa”.

Back from Berlin – Reblog “La bellezza che potrebbe salvare il mondo”

La riflessione sulla bellezza √© di Galatea il cui blog ¬†non vi consiglio, ma straconsiglio. Le foto, invece, di Presa Blu, i cui occhi a Berlino hanno catturato tanta, ma tanta bellezza, cos√¨ tanta che mi √® venuta voglia di … Continua a leggere

Quote Challenge – The Last One

  

“Giovani di belle speranze” (e gi√† questa -voi non lo sapete- ma √® un citazione a me molto cara), innanzitutto mi scuso per l’assenza (ma tanto ormai sarete abituati alle mie sparizioni-riapparizioni che David Copperfield mi fa un baffo – “e se te li facera tutti e duie…” cit. my cousin).

Sono parecchio incasinata in questo periodo e non so quanto tempo riuscir√≤ a dedicare al blog (e se riuscir√≤ a farlo, soprattutto). Non so nemmeno se l’idea di chiuderlo, che mi frulla in testa gi√† da un p√≤, avr√† la meglio, ma, nel frattempo, ci tenevo a portare a termine questo travagliato (ma altro che travaglio, forse pi√Ļ un’intera gravidanza) Quote Challenge e ad augurarvi buone vacanze, buon ferragosto e buon tutto!

Questo terzo giorno di Quote Challenge sar√† dedicato alle citazioni cinematografiche, ma se qualche insano di mente avesse voglia di leggere le scorse “puntate” o dare una ripassatina alle regole per cimentarsi pu√≤ trovarle qui…e qui! Voglio ringraziare nuovamente pensierisparsidiunapsicopatica  per avermi nominata (e pensata!).

Ed ora passiamo alle citazioni:

  1. Che cosa √® nata prima: la musica o la sofferenza? Ai bambini si tolgono le armi giocattolo, non gli si fanno vedere certi film per paura che possano sviluppare la cultura della violenza, per√≤ nessuno evita che ascoltino centinaia, anzi, dovrei dire migliaia di canzoni che parlano di abbandoni, di gelosie, di tradimenti, di penose tragedie del cuore. Io ascoltavo la pop music perch√© ero un infelice. O ero infelice perch√© ascoltavo la pop music?  (Rob Gordon – da  Alta Fedelt√†)

  2. “La maschera non √® per te, √® per proteggere le persone che ami…”                               (Batman – da Il cavaliere oscuro – Il ritorno)

  3. “Credo che non √® giusto giudicare la vita degli altri, perch√© comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri.”                                                            

     (Ivan Benassi detto Freccia – da Radiofreccia)

Al solito, nomino 3 bloggher che non sono assolutamente tenuti a continuare il tag, se non vogliono e la nomination serve, soprattutto, a farvi venire la curiosità di conoscerli (se non li conoscete già, ovviamente!).

  1. https://mostoselvatico.wordpress.com/
  2. https://aeribellato.wordpress.com/
  3. https://bugiesumiopadre.wordpress.com/

Buon Ferragosto e Buon proseguimento dell’estate :******

QUOTE CHALLENGE: GIORNO 2 (SE FA P√ą D√Ć…)

 

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Ok sono passati 22 gg dal Quote Challenge One…mi rendo conto che √® tantino, ma non vi avevo gi√† avvisato dei miei pessimi rapporti con Miss Continuit√†? Ecco, invece, forse non vi ho detto che il mio compagno di una vita, Mister Impulso, √® il classico stronzo che mi prende e mi lascia quando vuole e i tira e molla con Lui, sono una costante nella mia vita e per farvela breve, quello schizzato un p√≤ di giorni fa ha deciso, senza alcun preavviso, come √® nel suo stile, di portarmi qualche giorno al mare nella mia “Piccola Citt√† Eterna”, ma se avesse controllato il meteo forse, ma dico forse, perch√® anche con il meteo non si pu√≤ mai sapere, mi avrebbe risparmiato 5 giorni alternati di pioggia e nuvole e un solo giorno intero di mare. Ma vabb√®…anche la mia relazione¬†con Mister Tempismo √® finita male, moooolto male da anni e anni orsono.

E vabbè tutta questa lunghissima, insensata e, soprattutto, inutile, premessa per dirvi che solo oggi, dopo giorni ho aperto WP e prima di perdermi nei vostri Post (che mi sono persa), mi sono ricordata di questo Tag in sospeso e ho deciso di provare a dargli un seguito.

Le citazioni di oggi son tutte “musicali” e siccome Marted√¨ son stata per la prima volta al concerto di un gruppo che mi piace parecchio, ma non avevo mai visto¬†live, sono tutte tratte da loro canzoni.

1.

L’amore passa, l’herpes √® per sempre.

(da Non si esce vivi dagli anni ’80)

2.

Non c’√® niente che sia per sempre, perci√≤ se √® da un po’ che stai cos√¨ male, il tuo diploma in fallimento √® una laurea per reagire.

(da Non è per sempre)

 

3.

Nel tuo piccolo mondo fra piccole iene¬†anche il sole sorge solo se conviene… tra piccole iene solo se conviene.

(da Ballata per la mia piccola iena)

Ed ora passiamo al momento che pi√Ļ temete…le nomination!

Ecco i tre designati di oggi (tranquilli che come sempre nessuno √® obbligato, ognuno √® esonerato…con la mia totale e completa approvazione e comprensione, anzi, non mi va nemmeno di rompervi le balls perci√≤ non vi avviso cos√¨ se anche per malcapitate ragioni doveste leggermi, potete tranquillamente far finta di non aver letto :P!)

1.  il sommo poeta: Poesie Stralciate

2. il sommo (o forse sarebbe pi√Ļ appropriatolo dire il Massimo?) pap√†vvocatoscrittoremeraviglioso:¬†¬†Avvocatolo

3. il sommo e basta (ovviamente!):  Ysingrinus

Ps. Sulle sorti di questo blog (eh s√¨ perch√® dalle perplessit√† sul titolo il discorso si √® un p√≤ allargato…) sto ancora riflettendo…per√≤, tranquilli, nel frattempo sono uscita dal bagno!!! ūüėõ ūüėõ ūüėõ

DAMNATIO MEMORIAE

28aprile2016

Happy Birthday to me, goodbye to you.

Our time and space was beautiful, even if it has ended, even if it will never be the same; the universe is a strange place. In the end, I’m just thankful to have shared anything with you, for any time at all.

Sometimes you will never know the value of a moment until it becomes a memory.

uaresovain

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Io ci ho provato a dimenticarti, davvero, ci ho provato credimi. Ho chiesto aiuto a Dio, a tuo padre, alle stelle e alla luna. Ho messo in moto tutta una serie di riti per procedere alla tua Damnatio Memoriae. Era il 20 agosto e avevo ben fisse nella mente le parole che mi aveva rivolto e in un certo senso ‚Äúregalato‚ÄĚ quello scrittore. ‚ÄúChi ha imparato a fare a meno di noi non √® per noi‚ÄĚ aveva detto. Ed improvvisamente era come se la porta della consapevolezza si fosse aperta in angolo della mia mente. Una porta spalancata su uno specchio d‚Äôacqua limpidissimo in cui non c‚Äôera riflessa la tua immagine, n√® quella di nessun altro. Mi chiamava, mi attirava a s√® e mi invitava a bere e a bagnarmi come se si trattasse di un battesimo o di un‚Äôiniziazione.
Così quella sera avevo preso il tuo hd, che avevi…

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