Imagine me and you – Parte prima 

 Mr. Vain: “È sempre un piacere, rivederti (Cognome di Presa Blu)! Ci prendiamo un caffè?” 

Presa Blu: ” Sì, grazie, prendo un caffè e anche 10 minuti del tuo tempo, se puoi concedermeli…”

Mr. Vain: ” Che succede? Tuo padre sta bene?” 

Presa blu alza gli occhi al cielo (possibile che sia sempre così terribilmente apprensivo?): “Sì, tranquillo, mio padre sta bene…ho solo bisogno di parlarti….(cognome di Mr. Vain!)!”

Mr. Vain: “Ossignur! Così mi fai venire l’ansia, (cognome), che diavolo succede?”

Presa Blu: “Nulla, diminutivo del nome di Mr. Vain, non succede nulla te l’ho detto che devo solo parlarti…ci incamminiamo?”

Scendono adagio, guardandosi in silenzio, le scale bianche di quel famoso palazzo bianco che Mr. Vain conosce come le sue tasche e che li ha visti insieme qualche volta nelle loro pause di studio e lavoro. 

Lei quell’imponente e illustrissimo palazzo lo ha frequentato assiduamente solo per un anno e durante quei mesi è stata perfino contenta di trascorrerci intense mattinate di studio viste le alte probabilità di incontrarlo o che lui la chiamasse per fare colazione o pranzare insieme.

Ed eccoli di nuovo lì.

 Mr. Vain che cammina qualche passo avanti, come suo solito. 

Con sguardo fiero e baldanzoso, attraversa la strada, guardando storto le persone che guidano nel traffico, proprio lui che quando guida sembra sempre stia gareggiando in formula uno. 

Presa blu, dietro di lui, ha da tempo rinunciato a stare al suo passo. 

Guarda in basso, come suo solito, e cerca di raccogliere i pensieri e le parole, sperando stavolta di trovare quelle giuste, ma, soprattutto, sperando di riuscire almeno a dire qualcosa. 

Lui, intanto, è già arrivato al bar. 

Non è solo un bar, ma una pasticceria, rosticceria, gelateria siciliana, in cui Mr. Vain ha portato Presa Blu un paio di anni addietro in una delle loro pause pranzo.

Lei per quasi due anni ha continuato ad andarci, di tanto in tanto, con i suoi amici. 

Forse con la speranza di incontrarlo, forse, a volte, con quella di non incontrarlo, di sicuro per gustarsi ancora quei fantastici arancini e brioche di gelato.

Fatto sta che tra risate e abbuffate con gli amici con la coda dell’occhio era sempre lì a sbirciare l’entrata.

E ora che sull’entrata c’è proprio lui, Mr. Vain, che le fa segno di darsi una mossa, per l’ennesima volta si domanda cosa l’abbia fatta innamorare di lui. 

Così totalmente diverso da lei eppure a volte così incredibilmente uguale. 

D’altronde Presa Blu si è sempre chiesta chi avesse ragione: chi sostiene che gli opposti si attraggono o chi dice che chi si assomiglia si piglia?

La risposta non l’ha mai trovata. Ma fosse quello il problema. 

Mr. Vain le molla chiavi e cellulare e si avvia alla cassa. Le indica i tavolini fuori e lei sa già che il caffè glielo porterà lui, come d’abitudine. 

Sono piccoli gesti che lei ha sempre apprezzato, sebbene abbiano rimarcato ancor di più la loro diversità. 

Lui, Mr. Vain, è nato per vivere in coppia e dall’età preadolescenziale è sempre stato fidanzato. 

Ora che ha 42 anni si vede che ha imparato a stare anche da solo, eppure certe abitudini sono dure a morire. 

Presa Blu è sempre stata una tipa indipendente, una di quelle che sono talmente abituate a stare da sole che semmai lo stare insieme sembra un’eccezione. 

Dieci anni prima quando si erano conosciuti e innamorati questa diversità era stata un duro scoglio da superare. 

Mr. Vain avrebbe voluto lavorare insieme, andare in palestra insieme, pranzare insieme, cenare insieme, fare la spesa insieme…insomma, condividere tutto. 

Almeno in teoria. 

In pratica erano cinque anni che stava vivendo un vero calvario e poteva permettersi solo poche ore rubate, ritagliate tra tre lavori, un’ex-fidanzata che lavora con lui e non molla la presa e poi la merdosa, merdosisima malattia dell’adorato padre, che lo fa stare sveglio la notte e che lo fa sussultare ad ogni minimo colpo di tosse. Lui e Presa Blu, passavano, però, molte ore al telefono, e su Messenger. D’altronde era un amore nato prima di tutto sul web, su un forum per studenti di cui lui era amministratore. 

Presa blu d’altro canto non era preparata ad un legame così totalizzante. 

Almeno in teoria.

Aveva avuto solo una storia “importante” e poi una serie di delusioni più o meno importanti che l’avevano convinta sempre di più che forse non era fatta per stare con qualcuno. 

L’ultima delusione era stata più cocente perché aveva coinvolto anche la sfera delle amicizie e tutto il suo micro-cosmo era crollato. 

Poi, in mezzo a tutte quelle macerie, era arrivato lui e tutto quello che c’era stato prima, improvvisamente, non aveva più avuto importanza. 
Happy togheter

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